martedì 1 dicembre 2015

Oslo Tapes - Tango Kalashnikov (Recensione)

Passati ormai due anni, ecco che con grande forza e nomi a lui già cari, ritorna  il trio che ci aveva lasciato con "un cuore in pasto a pesci…"

Gli Oslo Tapes, prodotti e seguiti anche questa volta da Amaury Cambuzat, (Ulan Bator/Faust) ci regalano in questa fine anno, con largo anticipo dunque, un nuovo lavoro, come sempre ricco di partecipazioni e colpi di scena.

“Tango Kalashnikov”: dieci tracce che “sparate” nelle cuffie riusciranno a descrivere, in modo chiaro e impetuoso, il viaggio che Campitelli & Co. hanno deciso di intraprendere. Un viaggio come sempre con una matrice impro, ma anche “intro”.
E come il tango, anche il loro lavoro sembra essere caratterizzato da una vena introspettiva e di profondo intimismo. Un album che impone di esplorare la profondità delle sensazioni percepite.
Si parte dunque, dalla passione intensa di “Golgota”, un brano che dà il via a un’emozione dirompente,  destinata a crescere vorticosamente nelle tracce successive, fino a sfociare nei ritmi sempre più veloci e intricati di  “Ossa” e “Metelkova”,  per poi smorzarsi nuovamente nella fase finale, quella più riflessiva, aperta da “Tango Kalashnikov” e “Nord”.

Ascolteremo tracce in cui il battito delle percussioni si unirà a quello di ospiti come Umberto Palazzo (Santo Niente), Pat Moonchy, Andrea Angelucci (Marco Parente), Sergio Pomante (Captain Mantell) e Francesco D’Elia, dando vita a una vera miscela esplosiva, in cui ritmi forti, momenti di recitazione e di grande musicalità, ci faranno capire che si tratta di un insieme eterogeneo di canzoni, che propongono idee e stati d’animo distinti, a riprova che gli OT sanno intraprendere un magico processo creativo.
Un disco, dunque, caratterizzato da un impulsivo e frenetico equilibrio tra ordine e anarchia che, nonostante la diversità dei personaggi che lo animano, riesce a condurci verso un inequivocabile avant rock.

Non si capisce se gli OT con questa nuova “arma”  abbiano deciso di attaccare o  di difendersi, l’unica cosa certa è che “Tango Kalashnikov”, grazie al suo carattere deciso e privo di schemi ripetitivi, ci regalerà momenti di assoluta libertà.
Attimi in cui la melodia si tradurrà in libera emozione.

Voto: ◆◆◆◆◇

Labels :  DeAmbula Records | Dreamin Gorilla Records|Riff Records  | Toten Schwan Records | Ridens Records | Santa Valvola Records


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