giovedì 13 giugno 2013

Carlo Barbagallo - Blue Record (Recensione)

Dopo aver fatto due chiacchiere con lui (vedi qui), ed aver scoperto che Carlo Barbagallo non è solo il musicista, il tecnico, il produttore, ma anche il bambino che ancora ha voglia di sperimentare, conoscere e stupire, possiamo parlare della sua ultima creatura.
Anche se “ultima” per Carlo non è mai una parola che suona bene.
Possiamo dunque dire che è un album di partenza, quella che non si è mai stanchi di intraprendere, dopo innumerevoli soste fatte sempre con la medesima voglia di ripartire.

E sono ben otto le “tappe” di questo lavoro, ognuna delle quali ci regala alla fine una pausa che ci darà il giusto ritmo dell’attesa , per poi potersi meravigliare ogni volta della omogenea diversità di ognuna delle tracce.
Diversità regalata dalla  grande capacità dell’artista e dei suoi ospiti, di saper spaziare con estrema naturalezza, da un genere al suo opposto, riuscendo sempre con estrema perfezione a combinare inconsapevolmente (ma anche no), suoni lisegici a suoni caldi, che in toto avvolgono e ti consegnano alla successiva scena, ovviamente diversa.
Sembra dunque essere questo il punto di forza di Blue Record, la totale selezione e fusione di generi, colori e umori, che danno vita a qualcosa di unico e inqualificabile, cielo e mare che si incontrano, materie diverse, sfumature diverse, ma stesso principio. Il blu.

Blu elettrico, quello iniziale di SoulSelf, che non dà certo tempo di pensare, ma voglia di andare avanti pensando che tutto sia alla stregua di un velocissimo vortice.
E invece no, ecco che arriva Radion, una ballad da toni caldi e rilassati, da serate estive a mirar orizzonti in riva al mare, che assume sfumature malinconiche, da vero blues.
Si arriva pian piano a In My Better Cup in cui voci e blues all’unisono gridano con gran forza, la stessa che  spingerebbe chiunque ad andare oltre.
Oltre. Oltre il passato, oltre le cicatrici e oltre quello stesso orizzonte che famelici si vuole superare. Basteranno dunque i successivi dodici minuti di Rats & Mosquitoes per riflettere e capire come fare.
Lenta, lunga a tratti lugubre, ma in ogni caso necessaria per potersi superare ed arrivare allo stadio successivo.
Ed ecco infatti che inesorabili arrivano i suoni della carica, quelli che dopo riflessioni e momenti di attenta analisi, ti spingono verso la tua meta conosciuta o no.
Impossibile  ora, non appassionarsi alla voglia di ricominciare tutto dall’inizio, ma con la consapevolezza di aver scoperto che alla fine certi momenti puoi farli durare in eterno con il giusto sound e i giusti colori, magari quelli di Rainbow.

Un album che senza dubbio ha come tema il viaggio, inteso come traslazione dell’uomo verso nuovi lidi stellari, ma anche come trasformazione che il viaggio stesso impone.
                                                                                          

Voto : ◆◆◆◆◆
Label : Noja Recordings

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